Come reagire al presente. Il momento di speranza non è un’evasione, ma una forma di cura verso noi stessi, un’opportunità di riscoperta personale. Riconoscere di essere in una situazione bloccata è già un primo passo: è la presa di coscienza che ci permette di cercare alternative e vie d’uscita. Dentro questa consapevolezza prende forma anche il messaggio della canzone dei FASK, che sembra fondarsi sul concetto di resilienza. Non è solo il superamento delle difficoltà, ma la consapevolezza che, nonostante la sofferenza, si può continuare ad andare avanti. Come reagire al presente diventa così una riflessione su come le esperienze di dolore e di perdita possano essere trasformate in crescita.
Ognuno di noi ha un modo diverso di cercare sostegno o di evitarlo. Le menti contorte della scienza hanno studiato quella reazione naturale che ci permette di superare le esperienze negative: la spinta a resistere, a cercare soluzioni e a proseguire con coraggio nella vita. Un esempio su tutti, per me, è rappresentato da Alex Zanardi.
Come reagire al presente e il modello Zanardi
Che cosa ha di speciale Zanardi, così come le persone dotate di questa forza di rinascita incredibile? Innanzitutto, dopo l’accaduto queste persone riescono in breve tempo a cancellare di valore e di significato l’evento traumatico subito; sviluppano poi uno sguardo di crescita che diventa tale se inteso come una sfida per il futuro. È come dire:
“sono convinto che ce la farò al 99% e sarà quasi sempre così”.
La parola resilienza ha origine nelle scienze dei materiali, dove indica la capacità di un materiale di ritornare alla sua forma originaria dopo aver subito una deformazione. Anche nella versione anglosassone, il termine nasce per descrivere una proprietà fisica ed è stato poi adottato dalla psicologia per raccontare la capacità delle persone di affrontare e superare situazioni difficili, adattandosi e riprendendosi dalle avversità.
Chi usa questa parola spesso non conosce le sue radici tecniche, ma ciò che importa è che dietro di essa si nasconde una verità fondamentale: ogni ostacolo incontrato ci ha dato l’opportunità di scoprire risorse interiori che non sapevamo di possedere.
Ogni sfida è dunque un’occasione per affinare le nostre risorse interiori e sviluppare quella resilienza che ci permetterà di affrontare meglio le incertezze del futuro. Pensaci: richiama alla mente i momenti difficili che hai vissuto. Ogni volta, sei riuscito a superare quella situazione complessa; non sei morto, e questa non è una battuta, ma la verità più grande che puoi riconoscerti.
Indipendentemente dalla natura della difficoltà, sei andato avanti, trovando il modo di affrontarla. Talvolta, anche se non completamente risolta, la portiamo con noi nel tempo, trascinandola; ma ciò accade solo a una minoranza di persone. La maggior parte impara dalle esperienze, soprattutto da quelle dolorose, e ne trae insegnamenti per migliorare il futuro. Tuttavia, non tutti ci riescono.
Come reagire al presente attraverso la gestione degli scenari
Per prima cosa, chiediti quale potrebbe essere il peggior scenario immaginabile. Poi valuta come ti sentiresti di fronte a tale eventualità. Infine, chiediti cosa potresti fare per affrontarla concretamente, nel caso si verificasse davvero. Ecco un eserrcizio estremamente pratico su come reagire al presente, ora!
Statisticamente parlando, il nostro peggior incubo si concretizza raramente. Se riusciamo a ragionare a mente fredda, capiamo che se potessimo sopravvivere anche allo scenario peggiore, allora è praticamente certo che riusciremmo ad affrontare situazioni di minore impatto.
Puoi anche utilizzare la tua immaginazione per fare piani per il futuro. Fai progetti che possano coinvolgerti non appena sarà possibile, ma ricordati anche di pianificare azioni per il presente. Stabilire routine quotidiane ti permette di mantenerti impegnato nel qui e ora, allontanando la mente dall’angoscia.
Se ti senti sopraffatto, cerca qualcuno che possa darti una mano. Condividere le emozioni è liberatorio. Non è necessario conoscere sempre tutto, e non è realistico pretendere di farcela sempre da soli. Possiamo chiedere consigli a chi ha affrontato situazioni simili o ha trovato strategie utili per superarle.
Cosa ti fa stare bene? Quali attività ti danno gioia? Chi sono le persone che ti fanno sentire meglio?
Ascolta la tua musica preferita, leggi un buon libro, dedica tempo ad attività che ti aiutano a distenderti, da solo o con qualcuno che ti è caro.
Il messaggio psicologico della canzone

Come reagire al presente dei FASK ci insegna: controlla ciò che puoi, accetta tutto il resto. In un mondo perfetto, ogni problema avrebbe una soluzione. Ma nel mondo reale, oltre alla resilienza, la canzone affronta anche il tema dell’autocomprensione, esplorando il dolore, l’autolesionismo emotivo e la lotta per trovare il proprio posto.
C’è poi un commento più profondo sulla forza interiore, quando si afferma: «È solo il pensiero che vi rende così forti, così presenti, così costanti». Il ritornello di Come reagire al presente introduce un senso di speranza mescolato a malinconia: «Ricordatevi di noi fra trent’anni, che avremo bisogno di voi, sarete l’orgoglio di tanti, ma solo un appiglio per noi».
L’accettazione di sé e del proprio percorso, nella chiusura della canzone, si riflette nel riconoscere saggezza ai genitori nel chiedere scusa per “piegarsi” un’ultima volta.
Come reagire al presente è il nostro No Surrender: un manifesto che invita ad accettare la sofferenza e, nonostante tutto, andare avanti con coraggio, sapendo che non bisogna mai mollare neanche di un millimetro: «no retreat, believe me, no surrender».
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