Ti sei mai sentito sopraffatto da una grande sensazione di angoscia o paura, accompagnata da sintomi fisici debilitanti? Se sì, potresti aver provato un attacco d’ansia. In questo articolo, vedremo in dettaglio come riconoscerlo e soprattutto come gestirlo quando capita.
Differenza tra un attacco d’ansia e un attacco di panico
Fondamentale: Gli attacchi d’ansia vengono spesso confusi con gli attacchi di panico. Tuttavia, sebbene entrambi possano causare disagio nella vita quotidiana della persona colpita, si tratta di due esperienze di ansia diverse, con approccio terapeutico differenziato.
Mentre gli attacchi d’ansia si presentano in modo più costante e spesso è possibile individuarne la causa, quelli di panico sono improvvisi, raggiungono rapidamente l’apice e terminano altrettanto rapidamente, e spesso capitano senza un preciso evento scatenante. Infatti, gli attacchi di panico sono spesso associati ad altri disturbi d’ansia, alla depressione maggiore e alla dipendenza da droga e alcol.

Come riconoscere un attacco d’ansia
Un attacco d’ansia si presenta con una serie di sintomi psicologici, quali:
- preoccupazione eccessiva,
- paura,
- angoscia,
- apprensione,
- irritabilità,
- difficoltà a concentrarsi.
Il soggetto affetto da un attacco di ansia può anche avvertire sintomi fisici, come:
- palpitazioni o tachicardia,
- mancanza di respiro o sensazione di soffocamento,
- vertigini o sensazione di svenimento,
- tremori,
- tensione muscolare,
- sudorazione e sensazione di caldo eccessiva,
- nausea, diarrea o vomito,
- vuoto mentale,
- perdita di memoria.
Cause di un attacco d’ansia
Alcuni studi hanno rivelato che la genetica e il temperamento possono rendere più vulnerabili
alcuni soggetti agli attacchi d’ansia.
Gli attacchi di ansia possono anche essere influenzati dall’ambiente familiare e dalle esperienze della vita. Ad esempio, crescere in un contesto caratterizzato da stress cronico, conflitti frequenti, scarsa comunicazione o situazioni di abuso può aumentare la probabilità di svilupparli. Infine, certe modalità di pensiero disadattive, come la ricerca costante di controllo o la bassa autostima, certe condizioni di salute croniche e certi episodi storici, come il periodo pandemico o i cambiamenti climatici, possono contribuire agli attacchi d’ansia.
Come gestire un attacco d’ansia
In caso di un attacco d’ansia, è fondamentale mantenere la calma, praticando la respirazione diaframmatica o altre tecniche di respirazione profonda: focalizzarsi sul proprio respiro può infatti aiutare ad accettare l’emozione senza reprimerla. In un secondo momento, è importante individuare la causa che ha scatenato l’attacco d’ansia, che può variare da fattori interni come pensieri negativi a fattori esterni come lo stress o situazioni specifiche.
Può essere utile anche apportare alcuni cambiamenti al proprio di stile di vita. Infatti, numerosi studi dimostrano che l’esercizio fisico regolare, una dieta sana ed equilibrata e un sonno di qualità possono contribuire significativamente a ridurre l’ansia. Tuttavia, se gli attacchi d’ansia risultano troppo difficili da gestire autonomamente, è consigliabile chiedere aiuto ad un professionista della salute mentale, il quale saprà indirizzare il paziente verso le strategie più efficaci per ridurre l’ansia.

Affrontare gli attacchi d’ansia con la psicoterapia
Uno psicoterapeuta può aiutare il paziente a:
- identificare i fattori che scatenano gli attacchi d’ansia,
- affrontare eventuali traumi passati che impattano la sua salute mentale,
- modificare i suoi pensieri e comportamenti legati all’ansia,
- mettere in pratica delle tecniche per gestire e ridurre gli attacchi d’ansia quando si
verificano.
In particolare, esistono due tipi di terapia che risultano particolarmente efficaci per gli attacchi
d’ansia: la terapia attraverso l’approccio dell’Analisi Transazionale e la terapia metacognitiva.
L’Analisi Transazionale standard mira a migliorare la capacità dei pazienti di affrontare le proprie difficoltà, comprendendo i meccanismi della propria mente e affrontando i pensieri negativi automatici che fanno insorgere gli attacchi d’ansia. La terapia metacognitiva si concentra invece sui fattori che fanno insorgere l’ansia, come il rimuginio, incoraggiando la riflessione sulle credenze negative e positive legate all’ansia e sui comportamenti che possono scatenare gli attacchi.
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