Ritrovare sé stessi nella malattia: il racconto del Dottor Ciappotto e la forza della psicoterapia

Andrea Montesano

Psicologo e Psicoterapeuta a Roma Nord

Ritrovare sé stessi. Come psicologo psicoterapeuta, credo che i percorsi terapeutici non siano solo esperienze private, ma anche testimonianze che parlano al cuore di altri. Ho deciso di dare spazio a chi, dopo aver attraversato momenti profondi di trasformazione, sente il bisogno e il desiderio di condividere la propria storia. L’ho fatto prima come persona, che come psicoterapeuta.
Quella che leggerete, con il suo esplicito consenso e con il rispetto e la cura e la discrezione che meritano certe storie, è la voce di Iacopo Scascitelli, alias Dottor Ciappotto, clown di corsia e mio paziente, che ha affrontato un linfoma e ha scelto di raccontare il suo viaggio dentro la malattia e dentro sé stesso.

Un viaggio sicuramente duro, commovente, ma sopratutto pieno di senso. Un cammino per ritrovare sé stessi. Il racconto integra nella sua esperienza e nelle sue parole, alcuni versi di testimonianza che lui stesso si è trovato a condividere più volte dal vivo.

Quando tutto si ferma: l’inizio del viaggio

“Il mio viaggio è iniziato in modo brusco. Ricovero, oncologia, attese. Il mio corpo non reagiva: solo flebo per 25 giorni. E la mente cercava di non crollare.”

Inizia così il racconto del Dottor Ciappotto, professionista dell’umorismo che si è ritrovato improvvisamente dall’altra parte. La diagnosi: linfoma di non-Hodgkin. Un nome che fa paura, ma che almeno ha dato anche un contorno a ciò che sembrava indefinito.

La chemioterapia comincia, e con essa, anche un altro tipo di cura: quella psicologica. Il bisogno di ritrovare sé stessi si fa spazio tra aghi, attese e silenzi.

“Il naso rosso, oggi” – Primo estratto

«Sono un clown di corsia da nove anni.
Nove anni con un naso rosso, un cappello, delle bolle, un’armonica.
Nove anni accanto a chi ha paura.
Ma poi…
quella porta l’ho attraversata anch’io.
Da paziente.
Linfoma.»

Psicoterapia e oncologia: un’alleanza vitale

In oncologia, la psicoterapia rappresenta una risorsa essenziale. Secondo la Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO), il supporto psicologico riduce lo stress emotivo, aiuta a elaborare la diagnosi e migliora la qualità di vita del paziente, anche nei casi di lunga degenza.

“Durante i momenti più difficili, la psicoterapia è stata come una finestra aperta in una stanza chiusa.”

Il Dottor Ciappotto infatti, pur isolato, ha continuato il percorso terapeutico. Anche da remoto. Anche solo per 15 minuti a sessione. Perché esserci non dipende dalla distanza fisica, ma dalla qualità della relazione.

“Il naso rosso, oggi” – Secondo estratto

«Lo stesso ospedale. Gli stessi corridoi.
Ma questa volta senza naso rosso, senza protezione.
Solo io. E un corpo che cambiava.
Guardavo il mondo dal lato opposto del naso rosso.
Non più quello che fa ridere. Ma quello che ascolta. E sente.»

Un luogo dove poter crollare

Uno degli elementi fondamentali in psicoterapia è ovviamente la possibilità di non dover essere forti a tutti i costi. Questo spazio di autenticità consente ai pazienti oncologici di esprimere dolore, paura, rabbia, senza sentirsi inadeguati.

“La terapia era uno spazio dove non dovevo essere forte per forza. Nessuna parte di me veniva esclusa. Potevo essere fragile, esausto. E venivo accolto.”

È proprio in questo accoglimento che si innesca un processo di trasformazione. Quando qualcuno ci vede, senza giudicare, possiamo cominciare davvero a ritrovare noi stessi.

“Il naso rosso, oggi” – Terzo estratto

«C’era un ragazzo. Sedici anni. “Ho paura di morire”, mi ha detto.
Gli ho chiesto: “Cosa posso fare per te?”
E lui ha risposto: “Suona.”
Ho tirato fuori l’armonica. Ho suonato.
Malissimo. Ma con il cuore.
E in quel suono stonato… c’era qualcosa che lo ha liberato.»

Il valore delle piccole cose per ritrovare sè stessi

Molti pazienti, come Iacopo, durante un percorso oncologico (e come spesso accade in tanto altri momenti di sofferenza) scoprono il famoso valore delle piccole cose. È un processo che la psicoterapia accompagna e sostiene, aiutando la persona a riorientarsi anche in un corpo che cambia.

“Sto imparando a vivere di nuovo, con cicatrici visibili e invisibili. La terapia mi sta aiutando a costruire un’identità nuova, più vera.”

Questo è il cuore della cura psicologica: rendere abitabile la trasformazione. Aiutare la persona a integrare il prima e il dopo. Non per tornare indietro, ma per proseguire con consapevolezza.

“Il naso rosso, oggi” – Estratto finale

«Oggi capisco meglio.
Un respiro profondo. Una parola gentile. Un gesto leggero.
Non sempre si può stare bene. Ma si può stare.
E magari, anche se tutto è incerto,
suonare lo stesso.
Anche stonati. Anche tremanti.
Perché forse…
proprio lì…
in quella nota imperfetta…
c’è ancora tutta la bellezza della vita.»

“Cercate un riferimento, come ho fatto io” per ritrovare sé stessi

Le parole di Iacopo non sono solo racconto, ma invito all’ascolto.

“Ho cercato un riferimento, qualcuno che potesse accompagnarmi. L’ho trovato. Il mio psicoterapeuta c’era. E c’è ancora. Mi ha aiutato a non perdere contatto con la mia storia”

Questa è l’eredità più grande che lascia questa testimonianza: non affrontare da soli il viaggio. Che tu sia un clown, un medico, un genitore, un ragazzo – puoi chiedere aiuto. Puoi farti accompagnare da qualcuno che cammina accanto a te.

Concludere e ritrovare sé stessi

Ogni percorso di cura è anche un viaggio interiore. Grazie alla psicoterapia, il Dottor Ciappotto ha potuto non solo affrontare la malattia, ma anche ritrovare sé stesso. In un modo nuovo, profondo, umano. Ed è questo che auguro a chi legge: che anche nella prova, anche nella fatica, possa scoprire la propria voce, la propria musica – anche se imperfetta – e ritrovare la bellezza della vita.

Alcune informazioni pratiche

L’associazione a cui fa riferimento il Dottor Ciappotto è Emozionauti ODV, una realtà attiva nel campo della clownterapia e dell’educazione emozionale, presente sia negli ospedali che nelle scuole.

I clowndottori dell’associazione operano all’interno dei reparti ospedalieri, dove offrono momenti di ascolto, leggerezza e umanizzazione della cura, attraverso interventi di clownterapia rivolti a bambini, adulti e anziani.
Parallelamente, Emozionauti promuove percorsi di educazione emozionale all’interno di:
• Scuole primarie e secondarie (elementari, medie, superiori)
• Università

Tutto ciò con l’obiettivo di aiutare bambini, adolescenti e giovani adulti a riconoscere, esprimere e gestire le emozioni, sviluppando empatia e consapevolezza emotiva.

Sul sito dell’associazione a questo LINK è possibile trovare tutte le informazioni utili.

Come sostenere Emozionauti

Donazione tramite bonifico bancario
IBAN: IT19S0832774290000000003133
Intestato a: Associazione Emozionauti
C.F.: 92098640607
Banca: BCC Roma

Donazione acquistando il libro del Dottor Ciappotto
Puoi sostenere Emozionauti anche acquistando il libro:
“Le freddure di un clown in ospedale” disponibile su Amazon a questo LINK


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