La mania per l’ordine e la pulizia spesso nasconde qualcosa di più profondo. Si tratta, infatti, di uno dei principali segnali del disturbo ossessivo compulsivo, una condizione patologica che crea disagi nella vita quotidiana quando i segnali si evolvono in comportamenti che intaccano la persona a livello personale e sociale. In questo articolo, scopriremo in cosa consiste questa condizione, le sue cause e le modalità di trattamento più efficaci.
Cosa è il disturbo ossessivo compulsivo
Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo mentale caratterizzato da pensieri ricorrenti e indesiderati riguardo a possibili danni o rischi, noti come ossessioni, e da comportamenti ripetitivi o veri e propri rituali, agiti come compulsioni, che una persona può sviluppare per ridurre la propria preoccupazione o prevenire un evento temuto.
Secondo l’Associazione Italiana del Disturbo Ossessivo Compulsivo, questa condizione riguarda circa il 2/3% della popolazione, senza distinzione tra maschi e femmine.
Di solito, i primi sintomi esordiscono prima dei 25 anni. Inoltre, spesso il disturbo ossessivo compulsivo convive con altri disturbi mentali, come un disturbo d’ansia, uno dei disturbi depressivi o uno dei disturbi bipolari.

Sintomi del disturbo ossessivo compulsivo
Il disturbo ossessivo compulsivo si manifesta attraverso due tipi di sintomi: le ossessioni e le compulsioni.
Le ossessioni più comuni includono molto spesso la paura di contrarre malattie (ad esempio toccando le maniglie delle porte), dubbi riguardo alla propria sicurezza (come il timore di non aver chiuso a chiave la porta e che possano entrare i ladri in casa) e la necessità di avere tutto in ordine.
Le compulsioni sono invece degli atti compiuti ripetutamente e secondo regole rigide per alleviare l’ansia associata ai propri pensieri. Qualche esempio? I pazienti affetti da disturbo ossessivo compulsivo tendono a lavarsi le mani, pulire, controllare le cose, contare oggetti o ripetere parole silenziosamente.
Alcune compulsioni vengono segnalate ai pazienti da altre persone (come la chiusura di una porta o la pulizia di una certa zona della casa), altre sono invece personali (come contare in silenzio). Inoltre, alcuni pazienti ammettono che i loro pensieri ossessivi siano immotivati, altri invece non riconoscono la loro irrazionalità.
Come diagnosticare il disturbo
È importante distinguere tra una semplice preferenza per l’ordine o una leggera preoccupazione per la pulizia e la presenza di un vero e proprio disturbo ossessivo compulsivo.
Molte persone amano vivere in ambienti ordinati e puliti. Tuttavia, quando questa ricerca di ordine e pulizia diventa pervasiva, causando disagio o interferendo con le normali attività quotidiana così come indicato in precedenza, potrebbe segnalare la presenza un disturbo ossessivo compulsivo.
La diagnosi del disturbo ossessivo compulsivo si basa sul livello di ansia provato e sulla quantità di tempo spesa nelle attività compulsive. Infatti, le persone con disturbo ossessivo compulsivo spesso sperimentano una forte preoccupazione quando le cose non sono in ordine e possono passare ore a sistemare oggetti, a pulire o a riordinare ripetutamente anche quando non ce n’è bisogno.

Cause del disturbo ossessivo compulsivo
Non sono note le cause esatte del disturbo ossessivo compulsive. Tuttavia, gli esperti concordano sul fatto che questa condizione possa derivare da una combinazione di diversi fattori.
Alcuni studi suggeriscono che questa condizione potrebbe essere legata ad anomalie nella comunicazione tra diverse regioni del cervello, come l’amigdala, coinvolta nel controllo delle emozioni, e il circuito fronto-striato-talamo-corticale, coinvolto nel controllo degli impulsi e nel processo decisionale.
Inoltre, eventi stressanti o traumatici possono scatenare o esacerbare i sintomi in individui predisposti. Ad esempio, una persona che ha subito un grave furto potrebbe sviluppare ossessioni legate alla propria sicurezza, cercando di compensare l’ansia attraverso comportamenti compulsivi.
Come trattare il disturbo ossessivo compulsivo
Il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo di solito prevede una psicoterapia secondo un approccio che insegni alla persona a riconoscere e modificare i modelli di pensiero negativi e a sviluppare nuove strategie di coping per affrontare l’ansia.
In particolare, l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP) è una delle tecniche più utilizzate dagli psicologi durante il percorso terapeutico. L’ERP espone gradualmente il paziente alle situazioni che provocano ansia, senza permettere il ricorso ai rituali compulsivi così da rompere il ciclo ossessivo compulsivo.
Talvolta, in caso di new esiste è possibile avvalersi di un supporto medico in modo da considerare eventuali terapie farmacologiche insieme alla terapia psicologica, attraverso gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Farmaci come la fluoxetina, la sertralina e la fluvoxamina possono infatti aumentare i livelli di serotonina nel cervello, contribuendo così a migliorare l’umore e a ridurre i sintomi associati al disturbo ossessivo compulsivo.
Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista

